L’era dell’intelligenza artificiale: tra superintelligenza e agentizzazione
Stiamo per assistere alla nascita di una nuova specie: la macchina superintelligente. Eppure mentre questo cambiamento epocale si avvicina, i leader delle principali potenze tecnologiche (Usa/Cina) restano ossessionati dalla competizione geopolitica, ignorando l’urgenza di una collaborazione globale.
“Dobbiamo iniziare immediatamente a tracciare un percorso per coesistere con questa nuova specie superintelligente e coevolverci con essa. Noi umani abbiamo vissuto a lungo accanto a molte altre specie su questo pianeta, ma siamo sempre stati più intelligenti di tutte loro. Presto ce ne sarà una nuova che sarà più intelligente di noi e diventerà sempre più intelligente”
— Craig Mundie, ex responsabile della ricerca e della strategia di Microsoft
L’Intelligenza Artificiale Generale (AGI) non è più fantascienza: è una realtà in rapidissimo avvicinamento. Se il 2024 è stato l’anno dell’intelligenza artificiale generativa, il 2025 segna l’anno degli agenti. E l’AGI completa arriverà più velocemente di quanto chiunque pensasse: nel 2026, nel 2027, forse già quest’anno.
L’alba di una nuova era
Siamo sulla soglia di una trasformazione che ridefinirà non solo dove lavoriamo, ma come troviamo significato nelle nostre vite. Gli agenti AI stanno già entrando nelle fabbriche, nei laboratori medici e negli uffici in tutto il mondo. Questa “Agentizzazione” sta rivoluzionando la nostra società a una velocità mai vista. E questo progresso porta sfide esistenziali: Come affronteremo le inevitabili interruzioni nei sistemi? Cosa accadrà quando questi sistemi inizieranno a superare la nostra capacità di controllarli?
AgentShock
La trasformazione non sta arrivando gradualmente, ma come uno tsunami. A differenza delle precedenti rivoluzioni tecnologiche che si sono sviluppate in decenni o secoli, la rivoluzione AI opera alla velocità delle macchine, confondendo i confini tra umano e tecnologia.
È qui che emerge il concetto di “AgentShock”: quella sensazione disorientante, talvolta paralizzante, che emerge quando il cambiamento tecnologico supera l’adattamento umano. L’hai già sentita? Quel senso di essere lasciato indietro da sistemi che non comprendi pienamente.
Gli impatti si vedono già sui campi di battaglia. A dicembre, in una foresta innevata vicino a Kharkiv, le forze ucraine hanno attaccato un bunker russo con droni robot a quattro ruote armati di mitragliatrici ed esplosivi, coordinati da droni aerei. Un assalto terrestre e aereo coordinato e senza pilota, su scala mai vista prima, che segna un nuovo capitolo della guerra in cui gli umani vengono progressivamente rimossi dalla prima linea.
Mentalità esponenziale
Le ripercussioni economiche e sociali saranno devastanti. Come ha osservato un economista cinese: “Oggi, molti cinesi non riescono a trovare lavoro. Con l’intelligenza artificiale non saranno in grado di trovare lavoro per sempre.”
Per affrontare questa nuova realtà, servono nuovi strumenti mentali. Dobbiamo sviluppare quella che Carol Dweck definisce come una “mentalità esponenziale“.
“La chiave per prosperare in questa nuova era è sviluppare non solo una mentalità di crescita, ma quella che io chiamo una ‘mentalità esponenziale’, ovvero la capacità di vedere il cambiamento come un’opportunità per una crescita senza precedenti”.
La grande convergenza: umani e intelligenza artificiale
Thomas Malone, direttore del Center for Collective Intelligence del MIT, sottolinea:
“La capacità dei computer di aiutare le persone a lavorare insieme potrebbe essere persino più importante dell’intelligenza artificiale stessa”.
Ciò che stiamo osservando va oltre la semplice collaborazione: assistiamo alla nascita di partnership uomo-IA a pieno titolo, in cui gli agenti non si limitano ad assisterci, ma imparano, si evolvono e pensano insieme a noi.
Kai-Fu Lee, autore di “AI 2041”, lo prevede da anni:
“Stiamo passando da un mondo in cui i computer sono strumenti a uno in cui sono partner nei processi creativi”.
Abbiamo bisogno di un equilibrio adattivo, un bilanciamento dinamico tra rapidi progressi tecnologici e un adattamento umano altrettanto agile.
Come osserva Erik Brynjolfsson, direttore del Digital Economy Lab di Stanford:
“Visti i progressi nell’intelligenza artificiale, in particolare negli LLM, ho dovuto aggiornare le mie opinioni sugli effetti sul lavoro. Per essere brutalmente onesti, avevamo una gerarchia di cose che la tecnologia poteva fare, e ci sentivamo a nostro agio nell’affermare che cose come lavoro creativo, professionale, intelligenza emotiva sarebbero state difficili da fare per le macchine. Ora tutto questo è stato capovolto”.
Nel frattempo, i leader mondiali sembrano concentrarsi principalmente sulla corsa tecnologica piuttosto che sulla collaborazione necessaria per affrontare queste sfide.
Come sottolinea Yuval Noah Harari:
“Dovremmo costruire più fiducia tra gli esseri umani prima di sviluppare agenti di intelligenza artificiale veramente superintelligenti. Ma ora stiamo facendo esattamente l’opposto. In tutto il mondo, la fiducia tra gli esseri umani sta crollando. Troppi paesi pensano che essere forti significhi non fidarsi di nessuno ed essere completamente separati dagli altri. Se dimentichiamo le nostre eredità umane condivise e perdiamo la fiducia in tutti coloro che sono al di fuori di noi, saremo facili prede per un’intelligenza artificiale fuori controllo”.
Un framework per il futuro
Per affrontare questa trasformazione serve un approccio che bilanci innovazione tecnologica e valori umani fondamentali, come avverte Jas Dhillon in ambito aziendale.
“I leader che trattano gli agenti AI come un semplice aggiornamento tecnologico non colgono il punto. Si tratta di reimmaginare il modo in cui l’intera organizzazione crea valore”. Satya Nadella, CEO di Microsoft.
Ma per l’umanità intera abbiamo bisogno di attivare tutte le nostre migliori risorse:
- Intelligenza adattiva evolvere a fianco dell’intelligenza artificiale
- Innovazione etica allineare la tecnologia ai valori umani
- Intelligenza in rete collegare menti umane e artificiali per intuizioni condivise
- Collaborazione globale e progresso inclusivo garantire che i benefici dell’AI raggiungano tutti.
“La chiave è creare sicurezza psicologica durante questa transizione. Le persone devono sentirsi abbastanza sicure da sperimentare, imparare e talvolta fallire mentre navigano in questo nuovo territorio”. Amy Edmondson, Harvard Business School.
In ogni posto di lavoro oggi serpeggia un’ansia profonda: “Conterò ancora?”. E’ necessario trasformare questa ansia in visione di opportunità. Solo in un ambiente dove tutti possono fare domande e sperimentare senza paura potrà emergere la migliore creatività e adattabilità.
Per gli individui, sarà essenziale abbracciare l’apprendimento permanente, coltivare adattabilità e resilienza, curiosità e sperimentazione.
Cambiamenti mai sperimentati prima
Come avverte Stuart Russell, autore di “Human Compatible”:
“Il prossimo decennio porterà cambiamenti a un ritmo che l’umanità non ha mai sperimentato prima”.
E’ il RITMO il fattore senza precedenti.
Perché di rivoluzioni ne abbiamo già vissute. La transizione dall’economia di caccia-raccolta all’agricoltura, ad esempio, generò surplus alimentari che permisero a parte della popolazione di specializzarsi creando ruoli prima inconcepibili: governanti, sacerdoti, scribi, artigiani e commercianti. Non diventammo meno umani per questo, ma evolvemmo.
Oggi affrontiamo una sfida inedita: vivere accanto a una nuova specie più intelligente di noi. Ma abbiamo superato traumi fondamentali: quello copernicano (non siamo il centro dell’universo), quello darwiniano (siamo prodotto dell’evoluzione), quello freudiano (la nostra mente non è completamente sotto il nostro controllo).
Riusciremo a convivere col fatto che il pensiero può esistere anche in forme non biologiche.
Ma dobbiamo prepararci. E dobbiamo farlo INSIEME. ORA.
La rivoluzione degli agenti non è all’orizzonte; è già qui. E il nostro compito più urgente non è vincere la corsa tecnologica, ma garantire che questa nuova era sia guidata da una visione collaborativa, etica e profondamente umana.
Ti stai preparando? Come? Noi vogliamo farlo insieme!