Chi siamo a fare la
Rivoluzione.online
Perché Rivoluzione.online
Ci occupiamo di comunicazione sociale e diritti umani. E siamo molto preoccupate/i per il clima politico e sociale.
Che ci piaccia o no, molto di quello che apprendiamo, facciamo, pensiamo e diciamo attraversa il mondo digitale, dove la maggior parte di noi passa molto tempo a lavorare, informarsi, crearsi un’opinione, intessere relazioni.
La comunicazione digitale è una realtà che sta rivoluzionando ogni aspetto delle nostre vite.
La scelta è
Come ogni grande cambiamento, la rivoluzione digitale offre delle opportunità che bisogna saper cogliere e costruire insieme.
Ma per farlo abbiamo bisogno di accedere a saperi e conoscenze complesse, costose e poco familiari: col rischio che restano nelle mani di pochi.
Ecco perché abbiamo pensato a un percorso di formazione e crescita collettiva, accessibile e democratica per tutte le persone a cui sta a cuore un presente e un futuro sostenibile, inclusivo, pacifico, giusto, equo e internazionale.
Condividiamo
competenze, strumenti, saperi, linguaggio e tecnologie digitali.
Vogliamo che diventino patrimonio comune di tutte e tutti noi per essere preparati ad affrontare le sfide che ci aspettano domani, anzi oggi, anzi ieri.
Vogliamo fare la Rivoluzione.online
Condividui, flusso collettivo, intenti comuni.
Siamo un gruppo di persone con biografie, energie, competenze, esperienze, formazione e sensibilità diverse, unite da una visione: il digitale ha rivoluzionato il mondo, la rivoluzione online è già accaduta, ma possiamo decidere se esserne protagonisti consapevoli o oggetti passivi e manipolati.
Il digitale per noi non è solo strumento, ma linguaggio fondamentale di autodeterminazione contemporanea, per vivere, interagire e guidare la propria vita, la società, la geopolitica, in modo democratico e consapevole, e governare i processi che stiamo vivendo.
“Su questa base bisogna definire politiche adeguate a stimolare, a orientare, controllare e condizionare le innovazioni in modo che non siano sacrificate esigenze vitali dei lavoratori e dei cittadini”.
Enrico Berlinguer